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Sanità a Livigno: emergenze, soluzioni e progetti annunciati

Pediatra a singhiozzo, niente pronto soccorso pediatrico e la prospettiva negli anni a venire di un’intensa rotazione anche tra i medici di famiglia. In compenso, l’annuncio di diversi progetti innovativi in campo sanitario. Questa, in sintesi, la situazione del servizio sanitario nel Piccolo Tibet, situazione illustrata nell’incontro pubblico di martedì 22 ottobre scorso in sala consiliare.

Di fronte a un pubblico folto, nonostante l’orario decisamente scomodo (10:15 di mattina), hanno parlato la dott.ssa Lorella Cecconami e il dott. Tommaso Saporito, direttori generali rispettivamente dell’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) della Montagna e dell’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) Valtellina Alto Lario, affiancati da Remo Galli, vicesindaco di Livigno e Romina Galli, assessore comunale ai servizi sociali, istruzione, cultura e politiche giovanili.

Dopo le presentazioni e i ringraziamenti di rito, gli oratori hanno parlato delle difficoltà a trovare un medico che copra il servizio di pediatria di famiglia a Livigno. Attualmente questa carenza è stata tamponata con la presenza di una pediatra per i primi 15 giorni di ogni mese (visita previo appuntamento). Nel periodo restante l’assistenza è fornita da un avvicendamento di medici, pediatri (una/due volte la settimana) e infermieri pediatrici (quest’ultimi, come è stato sottolineato dalla dott.ssa Cecconami, non possono coprire tutte le funzioni di un pediatra), attualmente accessibili senza prenotazione negli orari indicati nel foglio informativo al piano terra della Casa della Sanità. Nel mese di ottobre questa staffetta di professionisti ha coperto dai tre ai cinque giorni la settimana. Al momento è previsto che questo modello organizzativo, definito nella relativa delibera dell’ATS come “temporaneo ed eccezionale” durerà fino a fine gennaio 2020.

Nel frattempo continua la ricerca di una soluzione nel lungo periodo. A novembre 2019 è prevista una convocazione dei professionisti interessati. Se questa avrà esito negativo, ce ne sarà un’altra a marzo 2020. Dopo ogni convocazione chi accetta il posto ha 90 giorni per riconfermare la propria scelta e prendere servizio. Le autorità sanitarie hanno dichiarato un forte impegno a cercare pediatri (ma anche i medici di famiglia, visto che a breve, per limiti d’età, a Livigno si troverà in uno stato di emergenza sanitaria pure in questo ambito), ma che gli incentivi, pecuniari e non (come l’alloggio offerto dall’amministrazione comunale), al momento non sono stati risolutivi.

Da parte sua il dott. Saporito ha confermato che non verrà aperto a Livigno un pronto soccorso pediatrico, servizio tra l’altro mai attivato in passato. Il pronto soccorso pediatrico più vicino si trova a Sondalo (a 60 chilometri di distanza, che diventano un’ora in auto, condizioni stradali permettendo), dove si devono rivolgere in caso di necessità gli oltre 1300 residenti con meno di 15 anni, ma anche i turisti più giovani che durante le stagioni turistiche affollano il Piccolo Tibet. A proposito delle possibili ripercussioni della mancanza di un servizio di pediatria sui flussi di turisti verso Livigno, Romina Galli ha espresso una preoccupazione relativa, visto che per loro comunque sono presenti “la guardia medica turistica, il punto di primo intervento e la continuità assistenziale” per il periodo limitato della loro permanenza. “Sono più preoccupata all’idea che ci sono alcune persone che vivono già a Livigno e magari pensano di trasferirsi altrove in posti più vicini a dei centri medici”, ha commentato, aggiungendo di conoscere qualcuno che ha già fatto una scelta in tal senso.

Per quanto riguarda le soluzioni a medio termine, l’ATS ha aperto un polo formativo di specializzazione sul territorio, con il quale attirare medici laureati anche nella speranza che qualcuno si ‘innamori’ delle nostre valli e decida di stabilirsi in zona una volta abilitato. Nel frattempo sono stati annunciati diversi progetti che fanno uso della tecnologia, come uno sportello virtuale che permette di collegarsi a distanza ad alcuni uffici che si occupano di sanità, oltre a un bando, previsto per la primavera 2020, per la telemedicina. Un altro progetto di cui si è parlato consiste nelle “degenze di comunità”, ovvero strutture sul territorio intermedie tra gli ospedali e il domicilio dei pazienti. Inoltre il vicesindaco Remo Galli ha segnalato la volontà dell’amministrazione di indire un bando per una farmacia a Trepalle. Infine le persone intervenute hanno illustrato varie iniziative già attive per insegnare agli studenti di scuole medie e superiori le basi del primo soccorso, in modo da avere sempre più persone pronte a intervenire in modo efficace e tempestivo. Romina Galli ha anche accennato a un’iniziativa del genere destinata ai “coscritti” (i neo diciottenni).

A conclusione dell’incontro Remo Galli ha consegnato ai rappresentanti delle autorità sanitarie una donazione di 38.000 euro provenienti dal Bim dello Spoel per l’acquisto di un ecografo e un massaggiatore toracico che rimarranno in uso nel territorio di Livigno.

La popolazione residente a Livigno è di 6.636 abitanti, di cui il 20% ha meno di 15 anni (dati inizio 2019). A loro si aggiungono in stagione i turisti, con oltre un milione di presenze l’anno. L’ospedale più vicino è a Sondalo, dove si trova pure il primo punto di pronto soccorso pediatrico, mentre a Livigno esiste, tra l’altro, un pronto soccorso ‘classico’ (non specializzato in giovani pazienti), i servizi di continuità assistenziale e un ortopedico durante stagione turistica. Oltre al servizio di pediatria, attualmente svolto con le modalità indicate qui sopra, a Livigno operano quattro medici di famiglia. Tra loro due hanno più di 65 anni, mentre un terzo lascerà il posto a inizio novembre.

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