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Cineforum “Mio fratello rincorre i dinosauri”

Mercoledi 18, venerdì 20 e sabarto 21 settembre 2019 cineforum parrocchiale al Cinelux di Livigno con il film Mio fratello rincorre i dinosauri
di Stefano Cipani con Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese – Commedia – Italia 2019 – durata 1 ora, 41 min.

Trama
Per il piccolo Jack la famiglia è croce e delizia: delizia perché è composta da due genitori spiritosi e democratici, croce perché le sorelle lo tiranneggiano, asserendo la loro “superiorità femminile”. Dunque la notizia dell’arrivo di un fratellino è accolta da Jack come un trionfo personale, tantopiù che quel fratellino, Giò, si rivela davvero speciale, cioè dotato del superpotere di “dar vita alle cose”. Ma Giò è anche affetto dalla sindrome di Down: e quando Jack raggiunge la (di per sé problematica) età di 14 anni il fratellino diventa una presenza ingombrante nonché, per dirla tutta, potenzialmente imbarazzante. E siccome a raccontare la storia da un punto di vista totalmente soggettivo è la voce di Jack, Mio fratello rincorre i dinosauri è un racconto di formazione adolescenziale incentrato sul disagio e la vergogna che ogni teenager prova nei confronti della propria esistenza, a maggior ragione se “ostacolata” dalla diversità.
RECENSIONI VARIE, TRATTE DA INTERNET, DI QUOTIDIANI E RIVISTE, DA LEGGERE PRIMA E DOPO IL FILM PER AIUTARCI A CAPIRE MEGLIO LA SUA BELLEZZA, I SUOI PREGI, I SUOI MESSAGGI.
Non tutte le famiglie sono uguali. Ce ne sono alcune più divertenti delle altre, di quelle che ogni tanto appaiono fra i pixel o le pagine di giornale per illuminarci le giornate, fra una crisi di partito e un autobus in fiamme, dimostrando come si possano trasformare delle brutte notizie in un modo diverso e, perché no, anche più divertente e pieno di vitalità di intendere il nostro passaggio transitorio su questo gnocco minerale.

Una di queste storie, e famiglie, l’ha raccontata qualche anno fa Giacomo Mazzariol in un libro, Mio fratello rincorre i dinosauri, che ha conquistato con il passaparola tanti lettori appassionati. Una storia di formazione che sembra un romanzo, ma in realtà racconta di Giovanni, il fratello di Giacomo, e di come abbia cambiato la vita all’autore, attraverso gli anni necessari a entrare in pieno nel suo mondo di ragazzo con la sindrome di down. Una formazione doppia, insomma, quella dei due fratelli, e in generale di una famiglia numerosa – ci sono anche due sorelle – nello scenario della provincia padana.
Questa storia, piena di voglia di vivere la propria individualità senza condizionamenti sociali, diventa ora un film diretto da Stefano Cipani, ambientato un centinaio di chilometri più a sud, dal Veneto alla provincia bolognese, sempre in piena pianura. Un film di genere, dedicato alle famiglie, di quelli che il cinema italiano sembra aver dimenticato e che spesso viene liquidato frettolosamente dalla critica. Una distrazione che può colpire solo chi non frequenta le sale e la fame di film che coinvolgano padri e figli. Probabilmente il via libero a questo progetto, oltre al successo del libro, deve più di qualcosa allo straordinario risultato del film Wonder, altro ritratto in chiave leggera di una presunta diversità.
Lì i genitori erano Owen Wilson e Julia Roberts, qui sono Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese. Sono la famiglia Mazzariol, e quando devono comunicare ai figli una decisione importante parcheggiano al discount e fanno la faccia seria. Lo fanno anche per annunciare a Giacomo che finalmente potrà avere un fratellino maschio con cui giocare, accettando il suo suggerimento di chiamarlo Giovanni. “Sarà speciale”, gli dicono. Per lui diventa un supereroe, come quelli dei fumetti. Al liceo qualcosa però cambia, e il primo amore per la compagna di classe Arianna, di quelli devastanti, lo porta a balbettare un ‘è morto’, alla domanda se aveva un fratello. Come dire, rinnegare il proprio supereroe. In questo percorso di formazione c’è il consolidamento di una famiglia con al centro il sorriso e l’inventiva spiazzante di quel ragazzo con un cromosoma in più.
Mio fratello rincorre di dinosauri è un titolo così bello che ha il lusso di essere vero. Non inventa nulla, il film come il libro, ma racconta una storia che non ha paura di far bene a chi la guarda, di ogni età e intenzione di voto. Un antidoto liberatorio contro il cinismo gratuito di questi tempi, dedicato a chi ancora pensa che i dinosauri siano estinti.
Un film semplice, di una dolcezza disarmante, che riesce a raccontare con leggerezza una realtà complessa, non sempre facile da accettare. Tuttavia, seppur nella sua semplicità, riesce a trasmettere con successo il calore e l’affetto di una famiglia, unita oltre le difficoltà.
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“In periodi difficili per la tolleranza e l’accettazione, le storie sono ancora gli strumenti più forti per entrare in sintonia con i pezzi di mondo che non ci appartengono” spiega Giacomo Mazzariol presentando le prime immagini del film tratto dal suo libro. “Mio fratello mi ha insegnato molte cose, lui è un vero ribelle, vive nella semplicità che crea bellezza e la regala a chiunque, è diretto, geniale, imprevedibile, senza filtri e son sicuro che sarete travolti dalla sua vitalità”. “Amore e accoglienza rendono la nostra esistenza unica” prosegue, “altrimenti rimaniamo da soli con le nostre paure nascoste sotto corazze di legno e parole grosse, esorcizzate in bugie e dita puntate. Dopo aver visto tante persone dal vivo grazie al libro, questo – e altri film italiani – mi fan sperare in un cinema che sia sociale, giovane e alzi la voce. E porti migliaia di persone diverse nella stessa sala. Ci vediamo lì”.
Giovanni e Giacomo Mazzariol si presentano al pubblico la prima volta a marzo del 2015 con The simple interview, un video in cui raccontano un colloquio di lavoro speciale. Pubblicato su YouTube in occasione della giornata mondiale sulla sindrome di Down, il filmato dei due fratelli di Castelfranco Veneto si chiude con queste parole: “Dentro ogni persona c’è un mondo unico. Non guardate gli altri soltanto con i vostri occhi. Siate autentici, siate spontanei. Restate semplici, restate veri”. Pochi mesi dopo Giacomo pubblica il suo primo libro: il racconto del rapporto con suo fratello diventa il caso editoriale dell’anno con oltre 150mila copie vendute. Comincia un tour di presentazione che lo porta in 150 scuole dove, insieme ad alcuni amici, incontra gli studenti e gira una serie di video che viene raccolto in un blog, Generazione Z, pubblicato su Repubblica. In quell’occasione Mazzariol ha spiegato che girando per tante scuole aveva trovato “negli studenti un’energia sorprendente fatta di idee, proposte e iniziative. I loro professori invece mi descrivevano giovani apatici e svogliati. Ho capito allora che il problema era nella mancanza di comunicazione tra questi due mondi, ed è nata l’idea di Generazione Z”. Sullo stesso tema è arrivato poi il secondo libro, Gli squali (2018), anche questo edito da Einaudi: “Sono veloci, affamati, scivolano nel mondo con candore sfacciato. E devono rimanere sempre in movimento: se smettono di muoversi, muoiono. Sono i ragazzi di inizio millennio, sono gli squali”.

Il prossimo film CINEFORUM, IN OCCASOINE DELLA PROSSIMA FESTA DELLA FAMIGLIA, verrà proiettato GIOVEDI’ 26 e DOMENICA 29 SETTEMBRE 2019 sempre alle ore 21.15
al CINELUX e sarà con il film GENITORI QUASI PERFETTI
una commedia sull’arte dei genitori, sull’ipocrisia e la fragilità dei rapporti umani.
Genitori moderni che impongono ai figli le loro abitudini e modi di pensare fatti di cellulare, fretta quotidiana, mamme polistressate, piene di inesauribili liste di cose da fare, padri frustrati che indossano

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