Home / NEWS / attualità / Altra bandiera nera Legambiente per Livigno

Altra bandiera nera Legambiente per Livigno

Legambiente ‘premia’ Livigno con un’altra bandiera nera, la seconda in tre anni. Dopo quella del 2017, assegnata per il famoso impianto di Vallaccia (questione annosa e non ancora chiusa), ecco che l’associazione ambientalista torna a occuparsi del Piccolo Tibet.

Quest’anno il poco invidiato riconoscimento è dovuto alla “inadeguata e incontrollata programmazione urbanistica”, con particolare riferimento alla zona sud della valle dove ci sono meno costruzioni. Legambiente punta il dito sui mezzi a motore: per la precisione cita il Ghiacciodromo, la pista di guida su neve e ghiaccio fonte di “un elevato inquinamento atmosferico e acustico” che non rispetterebbe il piano acustico, e l’uso per i test di veicoli su strada della vicina strada pubblica, poco usata in inverno a causa della chiusura del Passo Forcola.

Un altro aspetto a sostegno della bandiera nera è la presenza nella stessa zona di terreni destinati all’area artigianale, terreni che sono “sempre più oggetto di interventi sregolati e impattanti”, nonostante il progetto per diversi motivi sia bloccato da anni.

Le risposte degli amministratori locali non si sono fatte attendere. In una dichiarazione riportata dall’emittente locale TeleUnica il Sindaco di Livigno Damiano Bormolini accusa Legambiente di parlare “senza cognizione di causa e in modo strumentale”, mentre Remo Galli, Vice Sindaco, in un post pubblico sul suo profilo personale parla di “giudizio che arriva da un palazzo milanese” ribadendo che “per dare un giudizio sulla montagna bisogna viverla ogni giorno”.

Bormolini entra nello specifico facendo notare che il Ghiacciodromo esiste da dieci anni e affermando che il piano per l’area artigianale è ancora valido. Le stesse risposte nel merito da parte del Sindaco sono riportate in un articolo del giornale La Provincia di Sondrio, nel quale viene inoltre citato un piano che ridurrà i rumori della pista di guida su ghiaccio attraverso l’uso di auto elettriche.

Sia l’articolo, sia il servizio TV citano l’eliski come altro punto alla base della bandiera nera, ma di questo argomento non c’è traccia nel dossier pubblicato online da Legambiente.

Nel servizio TV Bormolini accusa Legambiente di non essersi mai occupata del fiume Spoel, perennemente in secca in alcune aree a causa dello sfruttamento idroelettrico. Una ricerca sul sito dell’associazione ambientalistica mette in evidenza due documenti firmati Legambiente (“Buone & Cattive Acque” del 2019 e “L’idroelettrico, impianti e nuove sfide al tempo dei cambiamenti climatici” del 2018) in cui si affronta proprio questo annoso problema.

I rapporti tra amministrazione comunale di Livigno e Legambiente sono da tempo tesi; tra i vari punti di scontro, il già citato impianto Vallaccia, contro il quale l’associazione ambientale aveva a suo tempo presentato il ricorso sfociato nel blocco della costruzione della contestata seggiovia.

 

———————————————————————————————————————————————-

Check Also

Zona Ztl temporanea in Via Rin e Saroch ad agosto

L’Associazione Turismo e Commercio, a seguito di un confronto con i referenti dei comitati di …