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Cinelux: Sabato 10 marzo il Reading Teatrale “Open”

Sabato 10 marzo 2018 alle ore 21 presso il Cinelux di Livigno ci sarà il reading teatrale “Open”, iniziativa gratuita promossa dalla biblioteca e dallo Sporting Club Livigno rivolta ai ragazzi, ai genitori e a tutti gli adulti interessati.
Una proposta sostenuta anche da Comunita’ Educante
A fine spettacolo seguira’l’ intervento della psicologa Cristina Rupani consulente dello Sporting Club.

Open è liberamente tratto dal best seller omonimo di Andre Agassi, nel quale il tennista americano racconta la sua vita imperniata su un drammatico conflitto: anche se è stato il numero uno al mondo,
Andre odia il tennis; un’avversione che lo accompagna dalla sua infanzia passata a combattere il drago, la terrificante macchina lanciapalle ideata da un padre dispotico e brutale che lo vuole
campione a tutti costi. Open è però anche la storia di un ragazzo, dei suoi sforzi e del suo percorso interiore per crescere e diventare veramente un uomo; un moderno Faust che trova la sua realizzazione nella solidarietà e nell’aiutare gli altri…

Parliamo di Open, di e con Mattia Fabris, liberamente tratto dal best seller omonimo di Andre Agassi in cui il tennista americano racconta la sua vita e il rapporto di odio amore con lo sport che lo ha reso celebre.
Open è uno spettacolo che supera la dimensione del reading teatrale per strutturarsi come una vera e propria narrazione che di fatto condensa il primo e l’ultimo capitolo del libro di Agassi ovvero L’infanzia nelle grinfie paterne con le scelte del giovane condizionate dalla figura dominante del padre e l’età matura, l’ultimo incontro, la battaglia finale di una carriera incredibile. Intreccio sonoro unito alla recitazione rendono il tessuto drammaturgico vivo. Attraverso pochi mezzi lo spettatore, come nel libro, ripercorre l’avventura del protagonista e in molti momenti il pathos è vivo ed il ritmo serrato. E possibile si tratti di un inizio di un polittico che potrà avere i prossimi capitoli all’interno della vivissima biografia di Agassi, magari favorendo il percorso di teatro fuori dai teatri
caro all’interprete.
Le palline pesanti come di cemento, che arrivano come cannonate. Le urla del padre, il campo come prigionia: la narrazione ha il tipico vigore dei racconti di Fabris, che da anni si è ricavato una specifica abilità nella narrazione teatrale, fatta di intrecci di suono (assai interessante qui la musica eseguita dal vivo dalla chitarra di Massimo Setti), parola ed emozione.

“Open” è più di una biografia, è un ritratto interiore che riflette la dicotomia tra essere e voler essere,
sorprendente in un personaggio di successo e apparentemente invidiabile. Agassi rivela di odiare tennis che l’ha portato alla celebrità e di essere stato costretto ad una competitività con se stesso mondo da un padre ossessivo e violento, che ha riempito la sua infanzia solo di incessanti allenamenti.
Mattia Fabris è un Agassi di 36 anni, con il fisico logorato da una vita da atleta ai massimi livelli. coesistono la voglia di ritirarsi dopo un ultimo incontro e la smania di perfezionismo trasmessagli padre. Proprio le parole urlate da quest’ultimo interrompono e condizionano i suoi pensieri,
costringendolo alla condanna di essere sempre il migliore, nonostante il dolore, la stanchezza e desiderio di smettere.

OPEN

Spettacolo teatrale:”OPEN”
Ingresso GRATUITO

Uno spettacolo per tutta la famiglia!
“Open” è più di una biografia, è un ritratto interiore che riflette la dicotomia tra essere e voler essere, sorprendente in un personaggio di successo e apparentemente invidiabile. Agassi rivela di odiare il tennis che l’ha portato alla celebrità e di essere stato costretto ad una competitività con se stesso e il mondo da un padre ossessivo e violento, che ha riempito la sua infanzia solo di incessanti allenamenti.

Mattia Fabris è un Agassi di 36 anni, con il fisico logorato da una vita da atleta ai massimi livelli. In lui coesistono la voglia di ritirarsi dopo un ultimo incontro e la smania di perfezionismo trasmessagli dal padre. Proprio le parole urlate da quest’ultimo interrompono e condizionano i suoi pensieri, costringendolo alla condanna di essere sempre il migliore, nonostante il dolore, la stanchezza e il desiderio di smettere.

La programmazione AGGIORNATA su: Fb.com/CineluxLivigno.it/events

Watch, Dream…Enjoy!✨
www.CINELUXLIVIGNO.it

Pubblicato da Cinelux Livigno su Mercoledì 28 febbraio 2018

Fabris traccia il percorso interiore del protagonista. E’ un ragazzino inerme di fronte alla
violenza psicologica del genitore, ex atleta di boxe che sfoga frustrazione e brama di vittoria sul La sua inquietudine di fronte alla macchina lanciapalle modificata dal padre, chiamata drago, è che un bambino prova davanti ad un mostro uscito dai fumetti. Il vortice straziante ed eccitante travolge la mente del campione fa risuonare in lui più voci. Tra queste, quella del suo coath Darren, richiamo alla fallibilità, all’errore di voler essere sempre il migliore di tutti, mentre il momento
presente assomma infanzia, anni di tennis e di competizioni.
Tutto il monologo è sottolineato da una partitura musicale, composta ed eseguita palco da Massimo Setti alla chitarra elettrica, che sottolinea e rincorre lo sfogo interiore. contraddizioni e l’esasperazione toccano il culmine nella narrazione viscerale della sofferta limite della resistenza con il più giovane Baghdatis, all’US Open del 2006, anno del ritiro di Agassi
dalle competizioni. L’impatto emotivo creato dal turbinio di pensieri e dallo sforzo mentale e fisico travolgente. Fabris crea nello spettatore lo stesso vortice ansiogeno citato dal protagonista e la tocca solo al termine e allo stremo, con l’accettazione della fallibilità.
Uno spettacolo che pare l’immersione in una psiche tormentata, dove man mano si fa la consapevolezza e la liberazione da condizionamenti aberranti. Stupisce la profondità del percorso
psicologico e il sottile equilibrio che Fabris tiene tra la drammaticità e momenti di leggerezza della
narrazione, dove prevalgono toni discorsivi e più ameni. Un mix riuscito, un ritmo da torneo di una storia sorprendente e un’interpretazione di grande profondità per il primo appuntamento di alla Sala Ferrero.

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