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Viabilità transfrontaliera: cambia la musica?

Dopo le recenti polemiche sulla viabilità, con toni alti e scambi di accuse da entrambe le parti e l’ipotesi, poi pesantemente ridimensionata, di un pedaggio, ecco qualche timido segno di schiarita nei rapporti istituzionali tra Livigno e i Grigioni. Il punto d’incontro è l’assistenza sanitaria: carente nel Piccolo Tibet, mentre in territorio elvetico subisce grosse difficoltà economiche a causa dell’esiguo numero di abitanti e di pazienti.
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In realtà esiste già da tempo una cooperazione di fatto: infatti nell’Ospedale di Samedan nascono ogni anno in media 30 livignaschi, il 15% dei parti. Lucian Schucan, direttore della struttura engadinese, non nasconde un forte interesse nell’avere pazienti livignaschi anche in reparti diversi dalla sala parto. “Per offrire i nostri servizi di sanità abbiamo bisogno di una viabilità in Livigno” ha dichiarato Schucan alla RSI, in un servizio dedicato all’argomento all’interno del programma Il Quotidiano.

Andate al minuto 18, 02′ del telegiornale per il servizio televisivo.

Ecco un assist a sostegno della posizione livignasca verso un miglioramento delle vie di comunicazioni con i Grigioni, apertura di cui, come viene specificato nel sopracitato servizio andato in onda il 2 novembre scorso, può portare dei vantaggi anche all’Ospedale San Sisto di Poschiavo. I primi contatti tra quest’ultima struttura e le autorità livignasche risalgono ad almeno una decina di anni fa, quando una delegazione del Piccolo Tibet è stata invitata dalle autorità poschiavine, allettate anche loro dagli alti tassi di natalità del comune extracomunitario (oltre 100 bambini l’anno).
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L’Ospedale dell’Alta Engadina cerca una collaborazione istituzionale con Livigno e con il resto della Lombardia, fin dal 2014, con un tavolo di lavoro che a breve dovrebbe portare frutto, permettendo la firma di una convenzione ad hoc con Regione Lombardia. Nel frattempo, l’Ospedale di Poschiavo e quello della Bregaglia hanno firmato un accordo di collaborazione con l’Azienda socio sanitaria territoriale Valtellina e Alto Lario.
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La scelta di rivolgersi a strutture sanitarie svizzere è sicuramente influenzata dalla qualità percepita dei servizi sanitari confederati, anche se la ragione principale è la vicinanza di questi ospedali. L’aspetto della comodità diventa però una vera e propria necessità nei casi più gravi, quando si trasforma in una questione letteralmente di vita e di morte.

Nel già citato servizio della RSI Damiano Bormolini, sindaco di Livigno si dice disposto ad andare incontro alle problematiche in fatto di traffico dei paesi confinanti e di trovare soluzioni di comune accordo. Viste le premesse, è quindi probabile che l’argomento della sanità venga messo sul tavolo di una prossima riunione tra autorità elvetiche e italiane, annunciata dal vicesindaco Remo Galli e prevista per il 18 novembre 2016 a Livigno.

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