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Un nuovo incidente ecologico al torrente Spöl

La notizia è stata diffusa il 4 novembre 2016 da diversi siti svizzeri.
Nuovo incidente al torrente Spöl, nel Parco nazionale svizzero nei Grigioni: dopo un problema legato a un deflusso eccessivo di fango tre anni fa (Moria di pesci dopo la diga di Livigno), oggi è stato annunciato un inquinamento da policlorobifenili (PCB).
L’origine è sempre la medesima: la diga di Punt dal Gall, all’estremità nord del Lago di Livigno.
livigno lavori alla diga (1)

I PCB, una classe di composti organici cancerogeni utilizzati fino agli anni ’80 come additivi nelle vernici, sono finiti nel Spöl in seguito a lavori di manutenzione sulla diga, ha indicato oggi all’ats Remo Fehr, capo dell’Ufficio per la natura e l’ambiente. A fine settembre, durante lavori di sabbiatura del rivestimento anticorrosivo delle chiuse, della polvere di PCB è stata proiettata inavvertitamente contro il muro della diga.

Lungo il torrente sono così state misurate le concentrazioni di PCB che si sono rivelate alquanto aleatorie: il livello è ad esempio basso vicino alla diga, ma più alto in altri punti più a valle. Non è quindi sicuro al 100% che l’origine dell’inquinamento sia la diga, potrebbe anche essere un bidone di pittura abbandonato, ha precisato Fehr.
livigno lavori alla diga (2)

Per evitare il propagarsi dei policlorobifenili le piene artificiali necessarie sono state sospese. Secondo Fehr, gli agenti inquinanti scoperti nel Spöl non sono pericolosi per la fauna ittica e per l’uomo. Sull’accaduto la polizia ha comunque aperto un’inchiesta.

Lo Spöl era già stato vittima di un incidente ecologico nel 2013. L’apertura delle paratie della diga aveva provocato il deflusso di una grande quantità di fango nel corso d’acqua, occasionando la morte di gran parte della fauna in un tratto di circa sei chilometri.

Sull’accaduto era stato aperto un procedimento penale, poi archiviato senza nessuna incriminazione. Il disastro ambientale era stato provocato dal basso livello delle acque nel torrente Spöl – a valle dello sbarramento – e dalla presenza di sedimenti nel bacino idroelettrico, fatti che secondo i giudici non avevano nulla a che vedere con l’esercizio o la gestione dell’impianto.

Vedi la notizia sui siti svizzeri:
rsi.ch
swissinfo.ch

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