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La Camera dei Deputati risponde all’interrogazione parlamentare sulle acque di Livigno

Vi ricordate che mesi fa Massimo De Rosa aveva depositato un’interrogazione parlamentare riguardante le acque del paese di Livigno (ecco l’articolo a riguardo dell’11 giugno 2016)? Giovedì 13 ottobre è arrivata la risposta scritta della Camera dei Deputati

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-09753 presentato da DE ROSA Massimo Felice
Mercoledì 12 ottobre 2016, seduta n. 691

 Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare . — Per sapere – premesso che:
l’utilizzazione a scopo idroelettrico delle acque del bacino del fiume Spol di Livigno è regolata di comune accordo fra la Repubblica italiana e la Confederazione elvetica con la convenzione di Berna;
per effetto della convenzione e della legge di ratifica, veniva concesso all’ex «azienda municipalizzata di Milano» (ora A2A s.p.a.) di derivare ad usi idroelettrici 90 milioni di metri cubi di acqua medi annui;
il Ministero dei lavori pubblici regolava le concessioni idroelettriche, esercite ancor oggi da A2A s.p.a., con disciplinare di concessione nr. 4533 del 12 gennaio 1962;
nonostante il disciplinare di concessione richiami l’osservanza di tutte le norme del testo unico delle leggi sulle acque ed impianti elettrici nonché di tutte le altre prescrizioni legislative e regolamentari, a quanto risulta agli interroganti non viene rilasciata la componente obbligatoria e tassativa di deflusso minimo vitale (DMV);
per effetto dal mancato rilascio del deflusso minimo vitale è tutt’oggi in atto un vero e proprio disastro ambientale, per completo prosciugamento dei corsi d’acqua a valle delle opere di presa idroelettriche;
l’aver sottratto il minimo deflusso vitale dai torrenti ha determinato l’effetto di naturale abbassamento della falda acquifera, non più funzionale agli usi dell’acqua per uso civico o agricolo per segnalate difficoltà di attingimento;
la legge n. 183 del 1989, la direttiva 2000/60/CE ed il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, indicano gli adempimenti da attuarsi per assicurare il rilascio del deflusso minimo vitale;
il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio già in data 26 luglio 2005, si riservava di «impartire le opportune disposizioni per il rispetto dell’obbligo di rilascio del deflusso minimo vitale, riferito proprio alle concessioni di derivazione idroelettrica»;
a distanza di ben 11 anni dal citato intervento ministeriale il disastro ambientale risulta evidentemente immutato;
lo stato di prosciugamento dei corsi d’acqua non permette di esprimere appieno le proprie potenzialità turistiche a Livigno;
numerose associazioni ambientaliste ed il comune monitorano continuamente lo stato dei corsi d’acqua e richiedono il ripristino dello stato naturale dei luoghi –:
se il Ministro interrogato sia al corrente dei fatti indicati in premessa e se intenda assumere con urgenza le iniziative di competenza affinché venga ripristinato lo stato di diritto mediante il rilascio immediato della componente di deflusso minimo vitale (DMV) nei tratti di alveo prosciugati a valle delle derivazioni idroelettriche esercite da A2A. (5-09753)
livigno fiume spol senza acqua (1)

Atto Camera
Risposta scritta pubblicata Giovedì 13 ottobre 2016
nell’allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)
5-09753

La Convenzione internazionale tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Svizzera, ratificata con legge del 1958, consentono alla A2A S.p.A. di utilizzare le acque del bacino in questione di prelevare un volume annuo non superiore a 90.000.000 di metri cubi, ma non prevedono alcun obbligo di rilascio del deflusso minimo vitale (DMV). Pertanto l’eventuale previsione di tale rilascio al di fuori della predetta Convenzione andrebbero ad intaccare tale quota, determinando un decremento del quantitativo di energia prodotta, destinata sia all’Italia che alla Svizzera.
È per tale motivo che già la delibera del Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Po del 1992 escluse dall’adeguamento ai rilasci del deflusso minimo vitale le concessioni soggette ad accordi internazionali. La possibilità di tale esclusione è stata più recentemente confermata anche dal Piano di tutela delle acque della regione Lombardia.
Al fine di individuare comunque una soluzione, il Ministero dell’ambiente si è in questi anni adoperato affinché la società A2A S.p.A. effettuasse un programma di rilasci, a carattere volontario, idoneo a sostenere il deflusso minimo vitale.
A2A ha commissionato ed effettuato nelle annualità 2010-2011 un apposito studio idraulico e il Ministero ha proposto di istituire un Tavolo tecnico, coordinato dalla regione, per la ricerca di una soluzione definitiva al problema menzionato. Nel corso della prima riunione del suddetto Tavolo, istituito con decreto della regione Lombardia del 2012, A2A ha presentato le prime risultanze di uno specifico studio volto a definire il modello afflussi-deflussi del bacino dello Spol.
Successivamente, nel corso del mese di agosto 2012, la società ha effettuato, a titolo volontario, un rilascio sperimentale di 300 l/s dalle opere di presa Forcola, finalizzato a calibrare idraulicamente il modello idrologico in corso di elaborazione.
Nella seduta del Tavolo tecnico del 1o agosto 2013, la società A2A ha confermato l’intenzione di portare avanti le sperimentazioni e gli studi in corso, compiendo una, campagna di rilevazioni al fine di valutare gli effetti di rilasci sperimentali da effettuarsi dopo il disgelo del 2014.
Durante le riunioni della Commissione internazionale del 2013 e del 2014, il Ministero dell’ambiente ha invitato i soggetti interessati a proseguire negli studi sperimentali, e la società A2A si è dichiarata disponibile a presentare un’ipotesi di lavoro triennale che preveda il rilascio di portate a sostegno della vena fluida fluviale.
In data 22 giugno 2016, A2A S.p.A. ha presentato un programma dettagliato dei rilasci ed il piano di monitoraggio per l’annualità 2016, prevedendo, come anticipato nella proposta, il rilascio di 250 l/s, con inizio al 15 luglio 2016 e termine al 31 agosto 2016.
livigno fiume spol senza acqua (2)

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