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Il Consiglio Comunale di Livigno approva il progetto di Vallaccia

Un’ora è 20 minuti è durato il Consiglio Comunale di lunedì 29 giugno 2015, assente giustifcata Baby Silvestri, tutti gli altri presenti.
Al punto 2 del Consiglio si è parlato di asili, i contributi della Regione e dal ministero sono diminuiti e chi gestisce gli asili (la parrocchia) chiede 35.000 euro in più al comune, fra l’asilo di Santa Maria, quello di San Rocco e di Trepalle il comune da un contributo di 630 mila euro, questo per non chiedere aumenti sulle rette che già pagano i genitori dei bambini.
Tutti Favorevoli
Al punto 3 si è parlato invece della convenzione per gli asili nido che rimangono invece invariate, 39.600 euro per l’asilo nido della Coperativa Impronta e 105.000 euro per quello parrocchiale, questo ultimo è più oneroso perchè fanno orario continuato e servono pure i pranzi.
Valentino Galli ha chiesto se non si potessero unire i due asili nido, Narciso Zini ha risposto che servono tutti e due e fanno un lavoro che si completa fornendo due servizi, come orari, differenti. Addirittura in certi periodi dell’anno servirebbero più posti disponibili.
Su questo punto Valentino Galli si è astenuto.
livigno consiglio comunale2Al punto 4 si è parlato dell’approvazione del progetto della realizzazione di una nuova seggiovia a sei posti ad ammorsamento automatico in Vallaccia.
Prima è stato ricordato tutto l’iter burocratico partito in aprile 2009 quando Luciano Rocca ha presentato la domanda per la realizzazione della seggiovia ed il comune di Livigno approvò il progetto, poi successivamente arrivò il parere negativo della Regione Lombardia e della provincia di Sondrio e chiusura della conferenza dei servizi, quindi il ricorso al Tar della Mottolino, la Comunità montana ha chiesto poi di rivalutare la questione chiedendo di sollevare Regione e Provincia da competenze che non gli competevano nelle quali avevano erroneamente voluto mettere il becco, nuova conferenza dei servizi ed il passaggio finale che la questione è finita al Consiglio dei Ministri del 19 settembre 2014 che ha preso tutta la questione, l’ha analizzata e ha deciso che l’impianto si poteva fare per la forte valenza economica e sociale per la popolazione di Livigno.
La maggioranza ha poi annunciato che c’è il parere negativo dell’ufficio tecnico ed edilizia privata del comune di Livigno, l’ufficio non ritiene che la questione rientri in certi articoli di legge che sono stati utilizzati per risolvere la problematica dell’impianto.
L’amministrazione comunale ha preso atto del parere negativo espresso dal suo ufficio tecnico, comunque il provvedimento finale salta il passaggio dell’ufficio tecnico perchè il Consiglio dei Ministri è sopra ogni potere ed ufficio.
Nel frattempo era cambiato anche il PGT che era stato adeguato al piano provinciale ed aveva cambiato la destinazione d’uso della zona dell’impianto Vallaccia levando la possibilità di avere lì un’area sciabile. Il consiglio dei Ministri però anche qui supera tutti e se da un parere positivo è riuscito anche a superare l’ostacolo ed il comune ha dovuto rinserire la zona nel territorio sciabile ed adeguare l’aspetto urbanistico.
livigno consiglio comunale1la minoranza
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Matteo Galli ha chiesto al segretario comunale se il fatto che l’impianto del Monte Della Neve non ci fosse più potesse creare qualche problema.
Il sindaco è intervenuto dicendo che la Mottolino ha adempiuto ad una prescrizione del Consiglio dei Ministri che chiedeva la dismissione dell’impianto, forse ha intrapreso troppo tempestivamente la demolizione dell’impianto però, avendo la società già avuto precedenti contenziosi, ha preferito eseguire subito la demolizione.
Matteo ha quindi detto di non volere entrare in merito alla storia del Monte della Neve e che altri impianti erano già stati costruiti in sostituzione dello stesso, ha chiesto quanto effettivamente l’impianto sia utile e necessario, consono al territorio di Livigno e alla nostra area sciabile.
Dopo l’esperienza dell’esperto canadese che creò un piano sciabile del Piccolo Tibet poi si decise di non utilizzarlo, avete rinunciato alla pianificazione del piano perchè diceste “chi meglio dei nostri imprenditori può capire cosa realmente serve”. Dopo di questo sono nati la cabinovia Cassana e la seggiovia del Valandrea. Continua Matteo “Anche questo impianto in Vallaccia è figlio di questo modo di amministrare il paese, sicuramente abbiamo bisogno di migliorare e primo fra tutti il collegamento dei due versanti che portate avanti da 15 anni ma sul quale non avete ancora quagliato niente.
A Roma non conoscono Livigno ed il modo con cui avete dipinto l’importanza dell’impianto per Livigno è stato eccessivo, sembrava che voleste sostenere che senza questo nuovo impianto il turismo a Livigno sarebbe morto.
Vorrei chiedere ai consiglieri di Trepalle cosa ne pensano in proposito, non si può pensare ad una pubblica utilità senza pensare ai benefici che può avere un impianto di questo tipo sulla comunità. Realizzando l’impianto in Vallaccia non si porta nessun vantaggio a Trepalle”.
livigno consiglio comunale

E’ intervenuto quindi Davide Rodigari ” sono favorevole, attualmente non si può costruire niente a Trepalle, alternative non c’è n’è sono, l’impianto svincola anche la Vallaccia e permette al resto del territorio di non rimanere vincolato”.
Tocca al sindaco dire ” gli imprenditori privati hanno avuto più fiuto delle idee degli amministratori, voi minoranza avevate tanto criticato l’impianto del Cassana dicendo che non era giusto e sostenibile ma i fatti hanno dimostrato il contrario”.
Matteo Galli ha ricordato come sarebbe stato meglio avere un impianto che partiva dalla zona del Colombina, avrebbe coinvolto gli abitanti e le attività di Trepalle, avrebbe avuto anche delle piste migliori e avrebbe permesso di sistemare la problematica dell’area valanghe nella zona e avremmo creato un servizio che avrebbe migliorato il servizio turistico per i trepallini.
Giampiero Rodigari come abitante di Trepalle in maggioranza ha ribattuto a Matteo ” mi stupisco, quasi tutti viviamo di commercio, gli impiantisti qui non creano speculazione edilizia come succede fuori, fare Vallaccia e come raddoppiare la risposta turistica di Livigno con 4 nuove piste e le persone che  hanno la baita lì hanno la possibilità di creare dei chioschi.
Qui l’impiantista rischia e non chiede niente in cambio, Livigno ha un territorio fantastico”
Matteo ha ribattuto che “la soluzione che è stata scelta porta dei vantaggi ridicoli rispetto invece ad un impianto con partenza in paese”.
E’ quindi intervenuto Remo Galli sostenendo che la lettera mandata a Roma al Consiglio dei Ministri non aveva pompato niente e non c’era niente di anomalo,”chi saliva questo inverno al Mottolino ha notato che 40 pali dell’impianto vecchio non ci sono più e la zona è notevolmente migliorata per quanto riguarda l’impatto ambientale.
La comunità montana sta portando avanti il collegamento Santa Caterina Livigno insieme alla Regione. Solo con questo sistema riusciremmo ad avere un paio di nuovi impianti in futuro”.
Lionello Silvestri ha poi sostenuto come i numeri hanno dato ragione al Cassana e al Valandrea, specialmente nei giorni di brutto tempo e la gente che scia rimane negli impianti in basso.
Il sindaco ha conlcuso dicendo” sono 7 anni che portiamo avanti la questione, diciamo la verità qui qualcuno ha espresso dei pareri senza averne le competenze, la realtà e che quando si fa un intervento nuovo c’è sempre qualcuno che deve remare contro. Livigno ha bisogno di dare delle novità e migliorare i servizi”.
Matteo ha ribadito che non deve passare il messaggio che qualsiasi impianto si voglia fare lo facciamo e via.
Il sindaco ha ricordato come per poter fare un impianto nuovo bisogna lottare per anni contro i piani comunali, piani che vengono fatti da persone che non conoscono la località…
Il punto è stato quindi messo al voto, Matteo Galli contrario, la maggiornaza favorevole.
Valentino Galli e Christian Molinari si erano allontanati dall’aula perchè proprietari o dipendenti di società che gestiscono impianti di risalita.
vallaccia livigno trepalleuna foto della Vallaccia 3 giorni fa
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Interessante anche il punto 6 illustrato da Remo Galli, vice presidente della comunità montana.
“Questa è una delibera di sostegno, in questi mesi abbiamo rimesso sul tavolo il traforo dello Stelvio e lo abbiamo aggiunto alla possibilità di fare diventare la strada dello Stelvio patrimonio dell’Unesco. Livigno in primis spinge per creare un alternativa al tunnel del Gallo, costoso e anacronistico.
Dobbiamo avere un’alternativa, la regione ha fatto protocollo di intesa con la provincia di Bolzano,  ora ci vorrà un anno di lavoro per realizzare il progetto e se tutto va bene ci sarà una sua divisione della parte esecutiva fra le due parti. Entro fine luglio si firmerà il protocollo di intesa in cima allo Stelvio, poi un anno per lo studio della fattibilità già finanziato con due milioni di euro, poi un altro anno per il progetto esecutivo, poi si dovranno trovare le risorse per finalmente partire con la realizzazione del Traforo”.
IL Consiglio Comunale ha dato il suo sostegno all’iniziativa.
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Il sindaco alla fine ha rimandato tutti quanti al nuovo consiglio che si terrà presumibilmente a fine mese dove verrà presentato il bilancio e si potrebbe parlare ancora di altri impianti di risalita….

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