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Livigno rinuncia al padiglione del Nepal

L’edificio che il Nepal ha costruito a Milano in occasione di Expo 2015 non finirà più a Livigno. Questo è l’esito di una riunione tenuta a Milano a metà marzo scorso tra le varie parti in causa, dopo che per lungo tempo si sono inseguite voci sulla proposta di trasferire nel Piccolo Tibet questo originale edificio in legno. E, per lo meno all’inizio, non si trattava di un’idea campata in aria, né di fake news. “Il Comune di Livigno dimostrò un entusiastico interesse a portarlo [il padiglione Expo] nel territorio del Comune per dare una continuità ideale tra Alpi e Himalaya”, dichiara in proposito Paolo Nugari, Console onorario del Nepal in Italia, da noi contattato nei giorni scorsi. “Sono stati fatti progetti da parte di architetti, valutazioni di costi, disponibilità di risorse e fu firmata un’ipotesi di accordo avanzato”.

foto di wikipedia

Nugari racconta di come, nei mesi successivi ai primi contatti, autorità e rappresentanti ministeriali abbiano cercato assiduamente di “facilitare il trasferimento mantenendo contatti con il Sindaco”. Il Console riporta anche una dichiarazione del governo nepalese che, attraverso S.E. Deepak Dhital, Ambasciatore a Ginevra, in una riunione aveva sottolineato il “valore simbolico e artistico del Padiglione, dando una valenza politica alla vicenda”.

Col passare del tempo, però, racconta Nugari, la disponibilità da parte dell’amministrazione livignasca si è pian piano affievolita, passando dapprima su posizioni attendiste, fino al no definitivo arrivato poco più di un mese fa, qualche tempo dopo la scadenza dell’intesa preliminare firmata tra le parti. Il Console onorario ipotizza che alla base di questa rinuncia ci sia stata una questione di fondi, forse dirottati verso altri capitoli di spesa del bilancio comunale e quindi non più disponibili per questo progetto. A questo proposito, una prima stima (“molto approssimativa”, precisa il Console) parlava di un costo totale dell’operazione di 1,9 milioni di euro, di cui circa 600.000 euro sarebbero stati a carico di Livigno.

Ora che è sfumato il trasloco nel Piccolo Tibet, dichiara Nugari, rimangono sul tavolo due ipotesi sul destino del Padiglione del Nepal. Da una parte si sta esplorando la possibilità di integrare l’edificio (o parte dello stesso) all’interno del progetto di riqualificazione dell’area ex Expo, mentre l’ultima soluzione (“non la più gradita”, sottolinea il Console) prevede lo smontaggio e il rientro in Nepal. In ogni caso una decisione verrà presa a breve, vista l’urgenza di liberare l’area che il manufatto tutt’ora occupa, a quasi tre anni dalla fine della manifestazione.

L’idea di portare il padiglione del Nepal a Livigno si era diffusa già ai tempi dell’inaugurazione dell’Expo, a maggio 2015. La proposta, partita da Benedetto Della Vedova, allora sottosegretario agli Esteri, aveva ricevuto il sostegno da parte dello stesso Matteo Renzi, quando era ancora Presidente del Consiglio. Voci a proposito di questo progetto si sono inseguite anche dopo la fine della manifestazione. Col tempo, però, gli animi si sono raffreddati, fino alla recente rinuncia da parte di Damiano Bormolini, Sindaco di Livigno.

A proposito di questa vicenda abbiamo contattato un rappresentante dell’Amministrazione comunale di Livigno; al momento dalla stessa Amministrazione non sono pervenuti commenti né repliche.

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