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Carovana Alpi: Legambiente assegna le bandiere verdi e nere all’arco alpino

14/7/2017. Dal 2002 Carovana delle Alpi di Legambiente difende e promuove il il territorio alpino, un’ecosistema fragile minacciato da uno sfruttamento eccessivo delle risorse.
La sfida della sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici passa anche per le Alpi. Patrimonio di inestimabile valore per i paesaggi e luoghi unici, oggi l’arco alpino italiano è anche la culla di tante esperienze virtuose, moderne e rispettose dell’ambiente, in grado di dar impulso ad una nuova economia e incentivare un turismo dolce, responsabile e rispettoso della natura. Buone pratiche montane che Legambiente racconta e premia con le tradizionali bandiere verdi di Carovana delle Alpi, la campagna che ogni anno monitora lo stato di salute dell’arco alpino analizzando le buone e cattive pratiche realizzate sul territorio da amministrazioni, imprese, associazioni e cittadini. Quest’anno sono ben 10 le bandiere verdi assegnate dall’associazione ambientalista e che riguardano soprattutto diverso esempi virtuosi nell’ambito del turismo sostenibile, un bel segnale che arriva nell’anno internazionale del Turismo Sostenibile indetto dall’Onu. Si va ad esempio dal riconoscimento dato all’Associazione Dislivelli per essere riuscita, con il progetto “Sweet Mountains”, a far riscoprire oltre 200 luoghi sostenibili e accoglienti sulle Alpi occidentali valorizzando le differenze e le peculiarità di ogni luogo, alle pratiche virtuose del comune di Castello dell’Acqua (SO) per il mantenimento di una rete di sentieri ad alto valore turistico ed etnografico, per passare alle buone pratiche legate anche alla valorizzazione dell’agricoltura sociale e di qualità. A livello regionale il Piemonte è la regione più virtuosa con ben 3 bandiere verdi, seguita da Valle D’Aosta (2 bandiere a pari merito), Lombardia (1), Veneto (1), Alto Adige (1) e Trentino (1), Friuli Venezia Giulia (1). Ma sono ancora tante le aggressioni all’ambiente da parte dei “pirati” della montagna che causano danni al patrimonio ambientale e paesaggistico dell’arco alpino, come dimostrano le 9 bandiere nere assegnate da Carovana delle Alpi 2017 e così ripartite: una bandiera nera alla Liguria, una nera al Piemonte, due nere per la Valle d’Aosta, per la Lombardia, il Veneto, una nera al Friuli Venezia Giulia.

Bandiere verdi: Come nella scorsa edizione la regione che ha ottenuto più bandiere verdi è il Piemonte: oltre ai già citati (Associazione Dislivelli e Unione Montana Valle Maria), il riconoscimento di Carovana delle Alpi è andato al Comizio Agrario di Mondovì (CN), che sostiene i piccoli agricoltori, la promozione della figura femminile nell’agricoltura e crede nello sviluppo di un’agricoltura di qualità tesa alla salvaguardia della biodiversità rurale, ambientale e del suolo. Da citare, tra le sue realizzazioni, il frutteto sperimentale presso il monastero di San Biagio. Tra l’altro questo Comizio vanta un primato: fondato dalla seconda metà dell’800 è ancora attivo e vanta 150 anni di attività. Sono 2 invece le bandiere verdi, a pari merito, che svettano in Valle d’Aosta: una è andata all’Associazione di Promozione Sociale “Forrestgump” e la seconda alla Fondazione Sistema Ollignan Onlus, per l’impegno e la capacità nel coniugare la necessità di occupazione delle persone disabili alla pratica dell’agricoltura in montagna, priva di pesticidi, il tutto in un’ottica di agricoltura sociale. In Lombardia la bandiera verde è stata assegnata al già citato comune di Castello dell’Acqua, per l’impegno nell’incentivare un turismo sostenibile in Valtellina con il mantenimento della rete sentieristica. In Veneto il riconoscimento è andato alle Aziende zootecniche della Lessinia che, per far fronte al calo dei prezzi nell’industria del latte destinato alla grande distribuzione, hanno intrapreso una strada diversa puntando sulla qualità dei prodotti. Premiato con la bandiera verde anche il comune di Malles in Val Venosta (Alto Adige) per aver deciso di vietare l’uso dei pesticidi, fertilizzanti e prodotti chimici, su tutto il territorio comunale. Carovana della Alpi ha premiato, inoltre, il Trentino e in particolare i comuni delle Giudicarie, i consorzi Bim Sarca e Bim Chiese, il parco dell’Adamello Brenta e la comunità delle Giudicarie per la loro battaglia porta e per opporsi alla ricalibrazione delle portate d’acqua Deflussi Minimi Vitali rilasciate da alcune derivazioni idroelettriche sui fiumi Sarca, Chiese e Palvico a seguito dell’accordo approvato tra PAT e HDE con DGP 1798 del 14/10/2016. Infine in Friuli Venezia Giulia la bandiera verde è andata all’Azienda agricola Zore di Alessia Berra per aver incentivato e sviluppato un’economia sostenibile in un’area marginale della montagna friulana caratterizzata da un forte spopolamento.

Bandiere Nere. Discorso opposto per le bandiere nere, volte a testimoniare le cattive pratiche di gestione del territorio– La Carovana delle Alpi ha assegnato il vessillo nero al comune di Rocchetta Nervina (IM) in Liguria, che ha in progetto la costruzione di un parcheggio di 1.055 mq su un’area agricola nel paese, zona tra l’altro destinata a “verde pubblico”. Altro comune a prendere la bandiera nera è quello di Rassa (VC) in Piemonte, che porta avanti una istanza di concessione di derivazione ad uso idroelettrico. A farne le spese è il torrente Sorba, uno dei pochi dell’area alpina in condizioni di alta naturalità. Due le bandiere nere in Valle d’Aosta: la prima è assegnata a Monterosa S.p.A. per il progetto di realizzazione di una pista da sci di discesa nel Vallone di Indren, luogo appezzato per la sua naturalità; seconda bandiera nera all’amministrazione comunale di La Thuile che ha in progetto l’abbattimento dell’intero villaggio di minatori detto anche villaggio Padre Kolbe, in località Pera Carà, unica testimonianza di campo di prigionia fascista in Valle d’Aosta e punto di interesse per un percorso di turismo minerario. Anche in Lombardia sventolano due vessilli neri: una va al comune di Livigno che, andando contro tutti i pareri degli enti di tutela, ha approvato la costruzione di un impianto sciistico su di un sito Natura 2000, costituito da pascoli, antichi nuclei abitati, ed habitat di tanti animali alpini. Bandiera nera alla provincia di Sondrio per aver consentito, con l’approvazione della proposta di aggiornamento del Piano Cave il 27/9/2016, l’ampliamento degli ambiti e l’estrazione di quantitativi abnormi dalle cave in Comune di Novate Mezzola, in Valchiavenna. Bandiera nera anche al consigliere regionale Stefano Valdegamberi in Veneto, per la sua ostinazione nel sostenere la necessità di ridurre del 60% i confini del parco regionale della Lessinia per contrastare l’alta presenza di cinghiali nella zona. Quest’anno Carovana delle Alpi assegna, per la prima volta, anche una bandiera nera che coinvolge due regioni (Veneto e Trentino): oltre alla provincia di Trento, ci sono i comuni di Falcade, Cencenighe, Canale d’Agordo, San Tommaso Agordino, Vallada Agordina e Moena. Gli enti elencati hanno autorizzato lo svolgimento di una manifestazione con 55 quad nelle aree di competenza. Le aree in oggetto sono ad alta fragilità ambientale, con un’alta esposizione ai rischi idrici, geologici ed idrogeologici, oltre a rappresentare habitat strategici per le popolazione avifaunistiche. Infine bandiera nera per il comune di Osoppo in Friuli Venezia Giulia per aver approvato una variante che consente l’asfaltatura dell’aviosuperficie con notevole impatto sull’unica colonia di grifoni dell’arco alpino nella riserva naturale regionale di Cornino.

Livigno ha ricevuto una bandiera nera, vi riportiamo quello che ha scritto Legambiente sul suo report:
Bandiera Nera
a: Comune di Livigno
Motivazione: per aver appoggiato l’inutile e distruttivo progetto di un nuovo impianto da sci in un sito Natura 2000, la Vallaccia, contro tutti i pareri degli enti di tutela
Descrizione:
La Vallaccia, una Valle Alpina speciale di grande pregio naturalistico e antropico tanto da essere un Sito di interesse comunitario e inserita nella Rete degli ambienti protetti Natura 2000. La Valle si snoda dalla frazione di Trepalle (Comune di Livigno) a partire da 2000 metri s.l.m. ed è ricca di pascoli, nuclei antichi di case, speciali habitat vegetali, rilevante sede alpina di popolazione della pernice bianca, del piviere tortolino, caprioli, aquila reale, gipeto e fauna alpina. E’ in questa Valle che una società impiantistica – con la compiacenza del Comune di Livigno – le ha provate di tutte per costruire una seggiovia esaposto che dalla Vallaccia salga verso il Monte della neve a 2718 m con decine di ettari di pista. Si è sostenuto che questa nuova seggiovia fosse la sostituzione di una esistente, benché la nuova stazione di partenza fosse distante quasi tre km dalla vecchia e inserita in area non sciabile. E non solo, ma sulla vecchia seggiovia insistevano obblighi di demolizione mai fatti eseguire.
I proponenti non si sono fermati nemmeno a fronte delle ripetute valutazioni negative di incidenza della provincia di Sondrio, dei giudizi di incompatibilità urbanistica derivante da tutti gli atti pianificatori- Piano paesaggistico Regionale, Piano territoriale di Coordinamento provinciale, Piano d’Area Media e alta Valtellina e PGT del Comune di Livigno, che escludono in modo categorico un dominio sciabile in Vallaccia, oltre i pareri negativi della Sovraintendenza e della Regione Lombardia del Settore Paesaggio. Non hanno atteso il parere della Commissione Europea e hanno ricorso in modo improprio al Consiglio dei Ministri per superare tutti questi pareri negativi, adducendo “imperativi interessi pubblici” di questa nuova seggiovia. E’ per questo che Legambiente si è appellata al Tar Lombardia ottenendo lo scorso anno il blocco dei lavori e infine l’annullamento degli atti autorizzativi!

fonte: https://www.legambiente.it
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